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Cattedrale S.Andrea Apostolo – Amalfi

La cattedrale vera e propria, dedicata a s. Andrea, il cui corpo fu portato ad Amalfi da Patrasso solo nel 1208 ed è conservato nella sottostante cripta, risale al 987, anche se è stata rimaneggiata più volte nel corso dei secoli.
Il nucleo originario può essere supposto guardando le strutture decorative visibili ancora sulla parete destra del transetto (archetti intrecciati). 
L’impianto basitale, a tre navate divise da archi poggianti su pilastri (in origine colonne) rivestiti di marmi, presenta l’aspetto barocco voluto dal vescovo M. Bologna.
Nell’abside centrale, l’altare maggiore del 1711, opera di Giuseppe e Paolo Mozzetti, contiene, incorniciata da una struttura a timpano spezzato barocco, la tela di Dell’Asta, con il Martirio del Santo; il catino absidale, lunettato da nervature barocche, mostra, invece, tre affreschi (S. Andrea, la Madonna Assunta, S. Giovanni Battista), realizzati nel 1715 sempre dal Dell’Asta.
Interessanti opere sono inoltre: la mensa eucaristica, costituita dal sarcofago del vescovo Pietro Capuano (1360), le due colonne monolitiche di marmo rosso, poste ad incorniciare i presbiterio, i due candelabri, con le colonne che li sostengono, a decorazione musiva. Dalla navata destra si accede alla sacrestia, costruita nel 1786 a pianta ottagona, con interessanti affreschi.
L’ingresso della cattedrale è costituito da un atrio, voluto dal Cardinale Pietro Capuano, nel XIII secolo, affrescato nel 1929 dal Paolo Vetri, con scene della vita di Cristo e di S. Andrea; su di esso si apre la porta centrale, di bronzo, costruita a Costantinopoli nel 1060, formata da formelle con motivi cruciformi.
La facciata, a capanna, con archetti intrecciati, mostra la fase edilizia ottocentesca (nel 1861 ci fu un crollo e quindi fu ricostruita dall’Alvino e dal Raimondi), con i mosaici su disegno di Domenico Morelli.
La cripta, a cui si accede da una scala nella navata destra, fu costruita nel 1203 per accogliere il corpo di S. Andrea. E’ divisa longitudinalmente in due navate da pilastri, ricoperti da marmi, che reggono volte a crociera interamente affrescate nel 1600 da artisti napoletani, tra cui Aniello Falcone. L’altare, del 1500, mostra la statua bronzea di S. Andrea di Michelangelo Naccherini e quelli in marmo di S. Stefano e di S. Lorenzo, opere di Pietro Bernini.
Il campanile, iniziato nel 1180, mostra un progressivo alleggerimento delle strutture ottenuto mediante aperture più ampie e con la cella campanaria circolare, circondata da quattro celle minori e decorata da motivi bicromi di archi intrecciati e dalle maioliche verdi e gialle della cupola

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Guardia Medica

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Oblò – Sapori gourmet

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Fermata SITA 04

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q) Quadro Madonna con Bambino

Dipinto ad olio su tela (cm. 200 x 120) su altare di marmo , firmato e datato: Capone figlio 1873.

Dall’iscrizione si evince che essa è copia di un’opera di Andrea Sabatini (1485 – 1530), conservata presso la Badia di  Cava de’ Tirreni.

In realtà l’opera di riferimento è da assegnare al pittore Cesare da Sesto (1477 – 1523).

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Torre Normanna

La Torre dell’Angolo o delle Formicole, oggi chiamata Torre Normanna, fu costruita nel 1563, è un imponente bastione adagiato su uno sperone roccioso.

E’ il risultato della fusione di più strutture (torre cilindrica angioina unita nella parte inferiore ad una vicereale a doppia altezza); presenta un coronamento a controscarpa e una scudatura a cinque troniere. Sembra piuttosto una fortezza, data la grandezza, ma forse questa caratteristica è da ricollegarsi all’ampiezza della spiaggia di Maiori che doveva essere controllata.

Il pittore napoletano Fabris, vedutista e ritrattista vissuto nella seconda metà del  XVIII secolo, ci lascia una veduta della torre dove compare in primo piano una gondola, probabilmente dei signori Mezzacapo.

 

 

 

 

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c) Cappella detta del Cerasiello

Dipinto ad olio su tela (cm. 138 x 160) su altare, firmato e datato: Capone figlio 1868.

Esso è una copia  dell’opera di Federico Fiore, detto Barocci (Urbino 1535-1612), conservata nei Musei Vaticani.

Quest’opera è detta anche ‘A Madonna d’o cerasiello’, da cui prende il nome la cappella, perché raffigura la Sacra Famiglia, che riposa durante la fuga in Egitto, ed  il Bambino, prende teneramente un rametto con grappoli di ciliegie.

Il grappolo di ciliegie, dà il titolo al dipinto.

La copia fu acquistata dalla Famiglia Ferrigno e donata alla Collegiata.

Il pavimento della Cappella è marmoreo, e reca la data 1866, e la commissione fu dei Fratelli Ferrigno.

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Milza ripiena

La milza ripena è un piatto in voga soprattutto a Ferragosto.

INGREDIENTI : una milza di vitellone di media grandezza, 1/2 litro di aceto, un bicchiere di vino rosso, uno spicchio di aglio, prezzemolo fresco, peperoncino forte a piacere, olio extravergine di oliva, menta, sale quanto basta.

PREPARAZIONE: preparate un battuto di prezzemolo, peperoncino, aglio, menta e sale. Inserite il composto nella milza, dove avrete creato con il coltello delle opportune cavità, e chiudetele con dello spago da cucina. Fate soffriggere in una pentola capiente l’olio e l’aglio, dopodichè aggiungete la milza e fatela cuocere per una ventina di minuti. Aggiungete l’aceto ed il vino rosso, fate sfumare a fuoco lento per circa due ore, girando di tanto in tanto. Se necessario, aggiungete il vino e l’aceto.

Servirla fredda a fette, bagnata con il liquido di cottura.

 

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11. Visita al museo

Quanto descritto va apprezzato visitando il museo negli orari di apertura della Collegiata anche per vedere i molti altri reperti che ivi sono conservati.

La collezione è ospitata nella cripta del Santuario e comprende opere d’arte sacra databili al periodo tra il XVI e il XVIII secolo.

Il percorso di visita, articolato in diverse sezioni tematiche, si apre con uno spazio che espone, oltre ai reperti descritti,  numerose statue devozionali, opere settecentesche di grande valore, una collezione di oggetti liturgici espressione dell’arte dell’argenteria tra ottocento e novecento.

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Dedalo