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Fiordo di Furore (Borgo Marinaro) – Furore

Il Fiordo di Furore è da molti definito un angolo di Norvegia tagliato nella roccia del Mediterraneo.

Questa piccola insenatura, che ospita un piccolo borgo marinaro recentemente restaurato con il recupero le antiche strutture in aree museali, rappresenta un quadro pittoresco di rara bellezza, incorniciato da pareti a falesia verdeggianti di boschi e intervallato da aree terrazzate. Nel limite marino è presente una spiaggetta ciottolosa, incorniciata dalle scoscese pareti del vallone e sormontata dal ponte della strada statale che taglia la stretta gola. Dalla parte alta del borgo, detto anche il “paese dipinto”, per i murales allestiti un po’ dovunque, e il “paese che non c’è”; a sottolinaere la sua struttura in frazioni.

E’ possibile giungere in questo angolo incontaminato attraverso una scalinatella che diviene un tutt’uno con le rocce e i terrazzamenti.

L’area presenta un grande interesse naturalistico e nel Vallone di Furore si rilevano diverse formazioni vegetazionali, quali boschi e macchie termofile, lembi forestali ripariali, boschi misti di latifoglie (nella parte più alta del vallone), formazioni di macchia ad Erica arborea, ampelodesmeti, garighe e interessanti comunità rupicole (soprattutto nella parte più vicina a mare).

A Furore sono presenti diversi sentieri, resi ancora più affascinanti dai loro nomi fantasiosi, tra cui il sentiero dell’Amore, quello di Abu Tabela, dei Nidi di corvo e dei Pipistrelli impazziti. Esistono due sentieri che partono dalla base del fiordo, uno per ogni suo lato, ed inoltre è presente anche un sentiero molto bello che parte dalla località il Pino che però si consiglia di non fare durante l’inverno in quanto occorre attraversare il torrente Schiatro (che d’inverno può essere in piena).