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3) Maiori durante la Repubblica Amalfitana

È opinione consolidata che la Repubblica Amalfitana sia nata tra l’830 e l’840, anche se il Cerasuoli pospone tale nascita all’872 con l’elezione del primo Doge, anteponendovi la costituzione nell’842 di una confederazione degli Stati Amalfitani.

Nei secoli IX e X la Repubblica Amalfitana visse il periodo di più grande splendore e, al di là delle irreali ipotesi agiografiche dello storico M. Camera circa una popolazione complessiva del Ducato di mezzo milione di abitanti, “.. la vetusta celebrità amalfitana non derivò dalla fantasticata topografia, né la grandezza di Amalfi consistette nell’iperbolico numero dei suoi abitanti; chè bensì l’uno e l’altra furono parto di sagacia, di bravura, di ingegno dei popoli costituiti nell’amalfitana confederazione “ (F. Cerasuoli).

Che il Ducato nascesse da una confederazione è dimostrato anche dalla rappresentanza che ogni città portava in seno al nuovo stato: Amalfi capitale e sede del governo e dell’episcopato, Atrani sede della Dieta dove veniva nominato il Doge (nell’attuale chiesa del Salvatore), Positano sede di una scuola nautica, Minori di arsenali; infine Maiori fu sede di numerosi arsenali e dell’Ammiragliato, nonché della Dogana e del Fondaco del sale.

Ogni città dovette rinforzare le proprie fortificazioni ed è in questo periodo che a Maiori venne costruito un potente baluardo fortificato detto, dal nome di un’antica chiesa , di San Sebastiano di cui ancora oggi i possono apprezzare alcune vestigia. Questa poderosa opera fortificata era aperta verso la spiaggia con tre porte e davanti vi era un grande fossato collegato con le porte mediante ponti levatoi.

Una seconda linea difensiva era costituita da tre torri cardinali e una serie di torri intermedie che dal fortilizio si portavano fino a Ponte Primario. Nell’ambito di questa seconda linea di difesa, infine, fu costruito sul colle che domina da nord tutta la vallata un grande castello, che prese il nome di San Nicola di Thoro-plano, e che è tuttora esistente nella sua struttura perimetrale con le sue torri, caserme, cisterne.

Un altro fortilizio venne costruito su un grosso promontorio collinoso e chiamato Rocca Sant’Angelo di cui nulla rimane perché oggi al suo posto c’è il monumentale Santuario dedicato a Santa Maria a Mare.

In quello che oggi è il rione Santa Tecla nacquero gli arsenali e nei pressi dell’attuale via Barche a Vela (borgo Santa Sofia) vi erano il Palazzo dell’Ammiragliato, le dogane e il Fondaco del sale.

In questo periodo di splendore per tutto il Ducato amalfitano, i borghi di Santa Tecla e Santa Sofia arrivarono ad una totale saturazione demografica e da essi nacquero due comunità, che separandosi diedero luogo, ad est lungo la costa maiorese, al villaggio di Salicerchie e, ad oriente di Maiori, al villaggio di Erchie, oltre Capo d’Orso.

Negli arsenali repubblicani di Maiori sarebbe stato dato per la prima volta il nome di Tramontana al vento freddo spirante dal Nord, dalla valle del limitrofo comune di Tramonti. Per secoli questo nome fu dipinto sulla Rosa dei Venti dagli amalfitani a cui è data la paternità della bussola. Gli arsenali di Maiori continuarono la loro attività anche dopo la caduta della Repubblica amalfitana e costruirono navi anche per il reame di Napoli.