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Oblò – Sapori gourmet
Fermata SITA 04
q) Quadro Madonna con Bambino
Dipinto ad olio su tela (cm. 200 x 120) su altare di marmo , firmato e datato: Capone figlio 1873.
Dall’iscrizione si evince che essa è copia di un’opera di Andrea Sabatini (1485 – 1530), conservata presso la Badia di Cava de’ Tirreni.
In realtà l’opera di riferimento è da assegnare al pittore Cesare da Sesto (1477 – 1523).
Torre Normanna
La Torre dell’Angolo o delle Formicole, oggi chiamata Torre Normanna, fu costruita nel 1563, è un imponente bastione adagiato su uno sperone roccioso.
E’ il risultato della fusione di più strutture (torre cilindrica angioina unita nella parte inferiore ad una vicereale a doppia altezza); presenta un coronamento a controscarpa e una scudatura a cinque troniere. Sembra piuttosto una fortezza, data la grandezza, ma forse questa caratteristica è da ricollegarsi all’ampiezza della spiaggia di Maiori che doveva essere controllata.
Il pittore napoletano Fabris, vedutista e ritrattista vissuto nella seconda metà del XVIII secolo, ci lascia una veduta della torre dove compare in primo piano una gondola, probabilmente dei signori Mezzacapo.
Dipinto ad olio su tela (cm. 138 x 160) su altare, firmato e datato: Capone figlio 1868.
Esso è una copia dell’opera di Federico Fiore, detto Barocci (Urbino 1535-1612), conservata nei Musei Vaticani.
Quest’opera è detta anche ‘A Madonna d’o cerasiello’, da cui prende il nome la cappella, perché raffigura la Sacra Famiglia, che riposa durante la fuga in Egitto, ed il Bambino, prende teneramente un rametto con grappoli di ciliegie.
Il grappolo di ciliegie, dà il titolo al dipinto.
La copia fu acquistata dalla Famiglia Ferrigno e donata alla Collegiata.
Il pavimento della Cappella è marmoreo, e reca la data 1866, e la commissione fu dei Fratelli Ferrigno.
Milza ripiena
La milza ripena è un piatto in voga soprattutto a Ferragosto.
INGREDIENTI : una milza di vitellone di media grandezza, 1/2 litro di aceto, un bicchiere di vino rosso, uno spicchio di aglio, prezzemolo fresco, peperoncino forte a piacere, olio extravergine di oliva, menta, sale quanto basta.
PREPARAZIONE: preparate un battuto di prezzemolo, peperoncino, aglio, menta e sale. Inserite il composto nella milza, dove avrete creato con il coltello delle opportune cavità, e chiudetele con dello spago da cucina. Fate soffriggere in una pentola capiente l’olio e l’aglio, dopodichè aggiungete la milza e fatela cuocere per una ventina di minuti. Aggiungete l’aceto ed il vino rosso, fate sfumare a fuoco lento per circa due ore, girando di tanto in tanto. Se necessario, aggiungete il vino e l’aceto.
Servirla fredda a fette, bagnata con il liquido di cottura.
11. Visita al museo
Quanto descritto va apprezzato visitando il museo negli orari di apertura della Collegiata anche per vedere i molti altri reperti che ivi sono conservati.
La collezione è ospitata nella cripta del Santuario e comprende opere d’arte sacra databili al periodo tra il XVI e il XVIII secolo.
Il percorso di visita, articolato in diverse sezioni tematiche, si apre con uno spazio che espone, oltre ai reperti descritti, numerose statue devozionali, opere settecentesche di grande valore, una collezione di oggetti liturgici espressione dell’arte dell’argenteria tra ottocento e novecento.
Dedalo
Chiesa di S. Maria del Carmine
La Chiesa di Santa Maria del Carmine, adiacente alla Collegiata, ospita un’arciconfraternita sorta nel 1535 sorta ad opera di gentiluomini di Maiori e che annoverò tra i primi confratelli il Duca d’Amalfi Alfonso II Piccolomini e sua moglie.
Questa congrega incorporò un’altra più antica, Santa Maria la Bruna, che faceva parte della basilica di Santa Maria a Mare.
Pregevole è l’interno, dove è possibile ammirare un coro ligneo che corre lungo le due pareti laterali, quattro tele del Guerra, datate al 1879, ed un pavimento maiolicato.
