La prima edificazione della Chiesa risale al VII secolo, ma è stata ricostruita varie volte. Al suo interno si conserva una statua lignea della Madonna, opera di un pastore del XIII secolo. La statua andò perduta e fu poi miracolosamente rinvenuta da un contadino del luogo.
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I Battenti
Il Venerdì Santo è possibile assistere ad un suggestivo pellegrinaggio di incappucciati – “I Battenti” o “Flagellanti” – che inizia prima dell’alba e si svolge per tutta la prima mezza giornata in forma processionale con la visita, nelle varie chiese, ai cosiddetti “Sepolcri”.
Vengono eseguite nenie di origine medievale in forma di discanto che narrano della passione e morte di Gesù e e del lacerante dolore materno di Maria.
La sera i Battenti partecipano alla Via Crucis che si svolge per le vie di Maiori alla sola luce dei lumini disposti lungo l’itinerario. Le ultime stazioni, con figuranti, prevedono la rievocazione della corcifisione e della deposizione nel sepolcro. Nella rappresentazione delle ultime stazioni si può partecipare alla suggestiva procesione del Cristo Morto dalla chiesa del SS Rosario (S.Domenico) alla Collegiata.
Palazzo Mezzacapo
Palazzo Mezzacapo attualmente è la sede della biblioteca comunale, dell’archivio storico, del laboratorio culturale e di alcuni uffici del comune e si trova al centro del Corso Reginna, la via “centrale” di Maiori. Esso è testimone del fiorente passato della città, perché un tempo era la residenza del marchese Mezzacapo.
Si accede al palazzo attraversando una porta in legno intagliata. Quando ci si trova nel cortile interno si vedono due scale marmoree che a destra e sinistra portano ai piani superiori del palazzo che è composto da numerosi vani, il più importante dei quali è la odierna sala consiliare di riunione con un ampio soffitto a volta.
Durante un recente restauro è stato rilevato che uno degli affreschi potrebbe essere stato eseguito da Ludwig Richter. Accanto al palazzo si trovano i giardini Mezzacapo la cui disposizione forma una Croce di Malta.
Nel Medioevo Maiori era una delle maggiori e più importanti sedi ecclesiastiche del ducato, soprattutto grazie alle numerose presenze sul suo territorio di cenobi monastici.
La più alta concentrazione di tali cenobi la si ha nella contrada del monte Falerzio.
Nessun’altra località della costa può vantare la diversità e la proliferazione delle esperienze monastiche presenti sul territorio maiorese. Infatti ivi operavano e coesistevano le due maggiori concezioni monastiche del mondo cristiano: quella occidentale e quella orientale, il monachesimo antico e quello riformato. Benedettini, basiliani, cluniacensi, cistercensi, florensi camaldolesi popolavano con i loro cenobi il territorio di Maiori ed in particolare le scoscese pendici del monte Falerzio.
La forma originaria del monachesimo in Costiera pare sia stato il romitaggio, infatti parecchie abbadie di Maiori e della costa erano in principio dei semplici eremi. Le prime presenze di eremiti sul Falerzio risalgono al decimo secolo. Nel 902, Elia il Giovane – prima grande figura del monachesimo italo-greco – scelse questi luoghi per dimora e precisamente sul colle che porte il suo nome.
In questi posti cercarono e trovarono isolamento e contemplazione vari personaggi, tra cui S. Alferio, fondatore della Badia della SS. Triità di Cava.
Il complesso abbaziale di S. Maria de Olearia, composto di tre piccole chiese sovrapposte e variamente affrescate, sorse come eremo tra il 973 e il 987 ad opera dell’anacoreta Pietro e del nipote Giovanni, fu proto cenobio benedettino e poi Badia, chiamata de Olearia a causa degli ubertosi ulivi che la circondavano.
L’ultimo abate morì nel 1509 dopo di che fu abbandonata. Nella parte monumentale superstite si notano affreschi murali che vengono attribuiti a Leone Amalfitano, monaco benedettino vissuto nel sec. XI che aprì l’illustre schiera di grandi artisti italiani che furono ad un tempo pittori, architetti, scultori e intagliatori. Nelle catacombe sono state rinvenute altre pitture risalenti al VII e VIII secolo molto pregevoli e di grande interesse storico-artistico. Da questo antro, in cui maturavano purissimi sentimenti di fede autentica, fra’ Gerardo Sasso di Scala trasse i proseliti per creare l’ordine dei monaci ospedalieri di S. Giovanni di Gerusalemme.
Sono da citare altri tre cenobi e Abbazie di cui restano documentazioni e ricordi storici. Una, fondata nell’ottavo secolo, e retta da cenobiti forensi, era alle falde del monte Falerzio ed era denominata S. Marina de Stellis. Un’altra, sorta sempre alle falde del Falerzio, era detta di S. Nicola de Carbonaris; un suo abate nel 1274 fu Procuratore dell’arcivescovo di Amalfi presso il II Concilio di Lione. Infine un’altra abbazia benedettina sorgeva sulla spiaggia di Erchie, una borgata di Maiori il cui nome deriverebbe dal fatto che nell’antichità ivi sorgeva un tempio dedicato ad Ercole. L’Abbadia fu fondata nel 979 dal Doge di Amalfi Masone III e veniva denominata S. Maria de Ercule.
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Collegiata di S.Maria a Mare
La chiesa risulta dall’ampliamento della cappella interna alla Rocca di S. Angelo,distrutta nel 1137 dai Pisani.
Già nel 1204 viene dedicata alla Vergine, la cui statua fu rinvenuta sulla spiaggia di Maiori.
L’aspetto attuale deriva da numerose trasformazioni (1662-1671-1748), anche se l’intervento del 1836 dell’architetto napoletano Valente definì l’impianto nelle sue componenti architettoniche tuttora visibili.
La struttura, a tre navate, mostra su quelle laterali numerose cappelle che alloggiano sugli altari tele di artisti locali (Gianni D’Amato del 1500 e Gaetano Capone del 1800), e sull’altare maggiore la statua di S. Maria a mare, di fattura orientale. La tradizione vuole che sia stata rinvenuta sulla spiaggia nel 1200, avvolta in una balla di cotone gettata da una nave che si era liberata di parte del carico durante una procella.
La copertura della navata maggiore è affidata ad un soffitto cassettonato dorato del 1520, opera di Alessandro Fulco, mentre la facciata settecentesca con timpano terminale presenta nel registro mediano un ampio finestrone arcuato.
Il campanile, che è una torre della rocca, termina con un corpo ottagono che fu aggiunto in un secondo tempo.
La cupola presenta all’esterno il rivestimento di maioliche colorate.
Nella cripta è stato creato uno spazio museale, dove sono raccolti alcuni arredi della sovrastante collegiata; tra questi degni di nota sono la statua della Madonna Assunta, un paliotto di alabastro a bassorilievo, una scultura in legno della Vergine con Bambino risalente al XVI secolo, un reliquiario in ebano ed avorio del XIV secolo, dei codici miniati di antifonari donati da Giovanna di Napoli.
Orario Museo di Arte sacra:
1 ottobre – 31 marzo: 08.30 – 12 e 16.00- 19.00
1 aprile – 30 settembre: 08.30-12.00 e 17.00 – 20.00
#S5 -Il Sentiero dei limoni
“Il sentiero dei limoni “ parte da Maiori, attraversa per intero il villaggio Torre e arriva a Minori .
E’ un sentiero di facile percorrenza che non presenta grossi problemi di sicurezza ed è percorribile anche di notte essendo l’intero percorso illuminato.
Durante il sentiero si trova anche la chiesa di San Michele ed il Campanile dll’Annunziata raggiungibili anche dal pulmino che svolge servizio pubblico per la città di Minori.
Lungo il sentiero ci sono diversi fontanili con acqua potabile.
Il panorama è contraddistinto da limoni che coprono il territorio fino alla montagna alternato da altre coltivazioni quali la vite.
Durante il percorso ci sono zone d’ombra al fresco dei pergolati dove è possibile ritemprarsi …. percorretelo ne apprezzerete il valore.
