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7) Un turista dell’Ottocento

L’alluvione del 1954 e il successivo periodo di espansione urbanistica, in mancanza di un piano regolatore, hanno radicalmente modificato l’assetto urbanistico della città.

Prima di questo periodo Maiori era tutta dentro il Baluardo di S. Sebastiano, a parte rade costruzioni fra i vigneti e gli agrumeti, mentre la riviera era un unico profumato giardino fino alla spiaggia.

In “Vues d’Italie” De Mercey, pittore e scrittore francese vissuto nel 1800, delinea un’incantevole e incantata descrizione dei luoghi e degli abitanti. Pensiamo di fare cosa gradita al lettore riproponendo integralmente lo stralcio che riguarda la nostra città.

” … Quando finalmente si superano le orribili rocce di Capodorso l’aspetto di Maiori e dei suoi dintorni è veramente affascinante. Le sue case costruite con eleganza, disperse al centro foreste di vigne, di gelsi, di aranci, di limoni, di cedri, di granati, e da una folla di alberi sempre verdi e carichi di frutta in tutti i tempi. Si direbbe una di quelle città create per l’immaginazione dei poeti, con qualche casa circondata da un giardino incantato.

Maiori, su tutte le altre città, è la borgata della costa che ha il vantaggio di essere costruita, in gran parte, nella piana, di modo che le sue strade sono più spaziose di quelle di Amalfi, Atrani e della stessa Salerno. La maggior parte dei giardini si affacciano sulla strada principale, un grazioso corso d’acqua orla questa bella strada. Si attraversa il ruscello su numerosi ponti tutti bianchi, che danno l’aria di un canale di Venezia. Il rumore, il movimento delle acque correnti, i profumi balsamici dei giardini, i rami dorati degli alberi che pendono a culla sulla strada che essi ombreggiano, fanno di questa parte della città, una delle passeggiate più piacevoli esistenti al mondo. È là che la sera si riuniscono tutti gli sfaccendati della costa, portati da dodici o quindici calessi o carrozze, condannati a non oltrepassare mai la distanza da Amalfi a Maiori.

La bellezza delle donne di Maiori è rinomata, soprattutto le donne del popolo; queste sono delle bellezze forti e robuste, delle autentiche “Venere di Milo”. Così, quando a mezzogiorno i mariti fanno la siesta, le vediamo sulla piazza svolgere il lavoro dei facchini: caricano e scaricano le barche, portano sulla testa delle travi o delle enormi tavole, aiutandosi con una mano e appoggiandosi con l’altra su un grande bastone. La maggior parte di queste “Venere” sono vestite da Diana: il seno nudo, le gambe nude, e i vestiti rialzati molto al di sopra dei ginocchi, affinchè l’acqua del mare non bagni la sottana.”.

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03. Scheda Palazzo Mezzacapo

Del palazzo furono ospiti la Regina Madre Maria Isabella di Borbone, vedova di Francesco I, Re delle Due Sicilie, il 26 ottobre 1833; il ministro Nicola Santangelo nel 1837, per controllare lo stato dei lavori per l’apertura della strada costiera insieme all’Intendente della Provincia di Principato Citra e a Guido Mezzacapo, Deputato delle Strade (Società Napoletana di Storia Patria, Manoscritti Staibano, cc. 576. 581); il tenore Enrico Caruso.

È voce comune che il giardino abbia la forma della croce di Malta, in onore dell’Ordine militare ed ospitaliero al quale appartennero diversi componenti della famiglia. Interessante è notare il sistema di recupero e di utilizzo delle acque derivate dal Reginna, utilizzate per animare la forza motrice del mulino costruito sul lato orientale del giardino e per conservare risorse idriche utili per l’irrigazione del grande limoneto, oggi non più esistente, impiantato alle spalle del palazzo. Gli eleganti padiglioni assolvevano ad una funzione decorativa, chiudendo lo sfondo e al contempo erano anche usati come deposito di attrezzi e semenzaio. Nel padiglione d’angolo è ancora visibile una finta grotta che un tempo conservava una colonna con interessante capitello romanico, successivamente trafugata. Lungo il muro di cinta si possono ancora osservare i resti dell’ «acquaro» cinquecentesco che serviva da condotta delle acque irrigue.

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Grotta dell’Annunziata

All’interno della grotta dell’Annunziata, che si apre tra l’abitato di Maiori e quello di Minori, nel medioevo fu costruita una piccola chiesa dedicata alla “Madonna dei pescatori”.

Dell’antica struttura a due navate è rimasto solo l’edicola con l’affresco. Vi era venerata una statua lignea della Vergine, opera del Cinquecento, che oggi si trova sull’altare dell della navata di sinistra della vicina chiesa di S. Francesco.

Attualmente la grotta è privata e adibita a parcheggio.

 

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Casa Vacanza Lady

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Comune di Maiori

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Monte dei Paschi di Siena – solo Bancomat

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Bar Mediterraneo

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Fermata SITA 10

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Ristorante Pineta 1903

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Cico’s Pub