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5) Arte sacra

Maiori ha avuto due momenti importanti nell’arte pittorica: il primo a cavallo tra il XVI e XVII secolo, il secondo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Il primo periodo, caratterizzato dall’arte sacra, ebbe uno sviluppo che seguì l’evoluzione della massima espressione artistica del tempo, denominata “manierismo”, di prevalente carattere decorativo cui faceva da cornice la narrativa biblica o quella agiografica dei santi.

Di questa scuola, che nel napoletano faceva capo a G. Battista Lama e al Buono, troviamo in Maiori riscontro nella pratica pittorica di Giovannàngelo o Giovannàniello D’Amato e dei figli Francesco, Donato e Giovannàntonio. E fu proprio quest’ultimo che, dimostrando più spiccata personalità artistica, subentrò al genitore nella direzione della bottega.

La bottega dei D’Amato, che lasciò nelle chiese di Napoli e della costiera le testimonianze della propria pregevole arte, raggiunse in poco tempo tale fama da essere considerata una delle più attive di questo periodo, ritenuto il secolo d’oro della pittura napoletana.

Infatti la bottega dei D’Amato può essere considerata autrice di quelle opere conservate a Maiori che la critica d’arte e, in particolare, la Soprintendenza alle Belle Arti attribuisce alla scuola locale del XVII secolo.

Infatti, con il dovuto beneficio dell’inventario, si attribuiscono alla bottega dei D’Amato, in Collegiata, la tavola raffigurante la Madonna del Rosario (3o altare navata destra), la Madonna dell’Avvocata (quarto altare navata destra), l’Annunciazione (secondo altare navata sinistra), l’andata al Calvario (secondo altare navata destra), la Madonna della Cintura (altare della crociera di destra); infine, con qualche dubbio in più, quattro delle sei tele che si trovano in alto nella navata centrale attribuite ad artisti locali ignoti.

 

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Mammato dal 1890

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03. Fauna

“Anche la fauna di Capo d’Orso, nella varietà di specie e più ancora nella consistenza, riflette la lunga storia di interventi diretti o indiretti , che dal primitivo ambiente mediterraneo ha dato origine al paesaggio naturale dei nostri giorni”.

Tra i mammiferi troviamo la volpe, la fana, il riccio il moscardino e il topo selvatico; più raro ma ancora presente il tasso.

Tra gli uccelli alcune specie di falconiformi come la poiana e il gheppio, ma la presenza più importante eè quella del falco pellegrino, rapace amante delle scogliere ripide e selvagge in via di estinzione in tutto il mondo. Velocissimo volatore caccia in aria arrivando in picchiata sulla preda anche 300 km/h. Era ricercato nel Medioevo per la pratica della falconeria.

Sono anche da segnalare altri rapaci come la civetta, l’assiolo, l’allocco. Importante anche la presenza della ghiandaia e del gabbiano reale.

Si possono osservare infine diverse specie di rettili. Tra gli ofidi il cervone, il biacco e la vipera comune; numerosi anche i sauri tra cui il ramarro.

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Festa dell’Assunta

Il 15 agosto Maiori festeggia la Patrona Santa Maria a Mare nella solennità dell’Assunta.

E’ un momento importante per la  cittadina costiera al culmine dell’estate.

La festa è un momento di attrazione anche per i fedeli dei paesi vicini, nonché dei tanti maioresi emigrati chesono soliti tornare proprio nel periodo di ferragosto.

La processione si snoda lungo il Corso Reginna e termina con la tradizionale“corsa”lungo le scale che portano alla Collegiata.

Inoltre, a chiudere i festeggiamenti, ci sono i tradizionali fuochi che brillano come fiori incandescenti e luminosi sul mare di Maiori, nella splendida cornice notturna della Costiera Amalfitana.

Anch’essi sono fonte di attrazione per migliaia di persone che si accalcano sul lungomare, sulle zone collinari di Maiori e finanche da Ravello, splendida terrazza sulla Divina.

 

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09. Corona

Stupenda per la finezza delle incisioni, sormontata da dodici stelle e decorata con teste di cherubini tra volute, presenta una fascia di base gemmata a bordi cordonati.

Si ritrovano i tre marchi di obbligo. La punzonatura D con al di sotto GC, incompleta, potrebbe essere ritenuta appartenente al Console Domenico Antonio Guariniello.

Relativamente al bollo delI’Arte non è comprensibile l’ultima cifra del millesimo. Essoè NAP 71…. L’argentiere ignoto aveva sigla GC.

 

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Fermata SITA 07

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Melenzane al cioccolato

Maiori offre, per la festa di S. Maria Assunta, la melanzana al cioccolato, almeno a partire dal XVIII secolo.

La ricetta rivela inaspettati riscontri di tipo storico: la melanzana va fritta due volte, dopo essere stata passata nella farina, e questo già rivela un rapporto con la cucina medievale che prevedeva la doppia cottura dei cibi; l’ingrediente principale, poi, viene posto ad ammollo nel “concierto”, rosolio di erbe prodotto dai frati francescani di Tramonti, infine è ricoperto a strati da crema di cioccolato (guai a sciogliere il cioccolato fondente), arricchendo ogni strato con canditi di arance e cedri (influenze arabo-sicule provenienti dagli intensi rapporti commerciali di Maiori, dove sono presenti i resti dell’unica sinagoga dell’intera Costa) e da gherigli di noci.

 Si possono acquistare presso le pasticcerie della città, ma solo nel periodo estivo, o negli altri periodi su ordinazione.

 

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04. La macchina ammazzacattivi (1948)

Poco più tardi, a cavallo tra il 1948 e il 1951, Rossellini tornerà in costiera: qui tra le case di Maiori e di Atrani è ambientato il film La macchina ammazzacattivi (1948), soggetto di Eduardo De Filippo, tra gli interpreti Marylin Buferd, miss America dell’epoca.

E si legge nelle pagine della filmografia rosselliniana: “Nella macchina ammazzacattivi vi sono i miei pellegrinaggi sulla costa amalfitana, i posti dove si è stati bene e che si ama”. “Dove sono dei poveri diavoli convinti di aver visto il demonio. Sono dei pazzi, degli ubriachi di sole. Ma sanno vivere valendosi di una forza che pochi di noi posseggono: la forza della fantasia”.

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Fermata SITA 14